WO Rik & Mon's
Nature.Guide

Falsa ortica macchiata

Lamium maculatum
Lamiaceae (Lamiaceae)


(si applicano tutti i crediti e i diritti della fonte Wikipedia)

La falsa ortica macchiata (Lamium maculatum (L.) L., 1763) è una piccola pianta erbacea perenne dai fiori labiati appartenente alla famiglia delle Lamiacee.

Etimologia

Uno dei primi studiosi dell'antichità ad usare il nome generico di questo fiore (Lamium) è stato lo scrittore e naturalista latino Gaio Plinio Secondo (23 – 79 d.C.) , il quale ci indica anche una possibile etimologia: questo termine discenderebbe da un vocabolo greco ”laimos” il cui significato è “fauci – gola”. Ma potrebbe discendere anche da altre parole greche: ”lamos” (= larga cavità), oppure dal nome di una regina libica ”Làmia”. In quest'ultimo caso il collegamento esiste in quanto le mamme greche, per far star buoni i loro bambini, descrivevano questa regina come un mostro capace di ingoiarli (come del resto fa il fiore di questa pianta quando un bombo entra nel tubo corollino in cerca del nettare). L'epiteto specifico (maculatum) deriva dal latino e significa "macchiato" e fa riferimento alle macchie colorate dell'infiorescenza.

Il binomio scientifico attualmente accettato (Lamium maculatum) è stato proposto da Linneo (1707 – 1778) nella pubblicazione "Species Plantarum, Edition 2 - 2: 809." del 1763.

Descrizione

L'altezza della pianta oscilla fra i due e i 5 dm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia è una pianta erbacea, perenne con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, dotata di un asse fiorale più o meno eretto e con poche foglie.

Radici

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto

La parte aerea del fusto è ascendente o eretta; la sezione è tubulosa, vuota e quadrangolare a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici, mentre le quattro facce sono concave. La superficie è lucida e glabra oppure è più o meno pubescente. La parte ipogea del fusto è un rizoma strisciante.

Foglie

Le foglie sono picciolate e snelle, lungo il fusto sono disposte in modo opposto. La lamina ha delle forme da triangolari-ovate a cuoriforme. I bordi sono doppiamente dentati. Lunghezza del picciolo: 2 – 4 cm. Dimensione della lamina: larghezza 3 – 4 cm; lunghezza 3,5 – 5 cm.

Infiorescenza

L'infiorescenza è portata in vari verticilli ascellari sovrapposti lungo il fusto (infiorescenza a spicastro). Ogni verticillo è composto da più fiori (da 8 a 12) disposti circolarmente a corona poggianti su due brattee lineari e fogliose (o semplicemente foglie più piccole rispetto a quelle lungo il fusto); queste sono sub-sessili e ciliate. Le brattee del verticillo seguente sono disposte in modo alternato. Lunghezza delle brattee: 2 – 3 mm.

Fiore

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (il calice è più o meno attinomorfo), tetraciclici (con i quattro verticilli fondamentali delle Angiosperme: calice– corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da cinque elementi). Sono inoltre omogami (autofecondanti) e ricchi di nettare.

  • Formula fiorale:
X, K (5), [C (2+3), A 2+2], G (2), supero, drupa, 4 nucole
  • I cinque sepali del calice sono concrescenti (calice gamosepalo) in una forma tubulare-campanulata. Il calice è rigido e persistente; termina con cinque lunghi denti lineari-lanceolati e simili a setole. I denti sono lievemente divergenti e più o meno uguali (simmetria di tipo attinomorfa). La superficie del calice è pelosa ed è inoltre percorsa da 5 – 10 nervature longitudinali irsute. Dimensione del tubo del calice: larghezza 1 cm; lunghezza 3 – 4 mm. Lunghezza dei denti: 3 – 5 mm.
  • I cinque petali sono quasi completamente fusi (gamopetalo) in un'unica corolla pubescente formata da due labbra molto sviluppate. Il tubo della corolla è incurvato alla base (a forma di S) ed è più lungo del calice. Il labbro superiore (composta da due dei cinque petali concrescenti) è a forma di cappuccio ben sviluppato; in questo modo protegge gli organi di riproduzione dalle intemperie e dal sole. Il labello (labbro inferiore composta dai tre petali rimanenti) è a forma di bilobo anch'esso ben sviluppato e piegato verso il basso per fare da base di “atterraggio” agli insetti pronubi e da due lobi laterali più piccoli. Le fauci sono circondate da un anello di peli obliqui per impedire l'accesso ad insetti più piccoli e non adatti all'impollinazione. I bordi della corolla sono smarginati e pelosi. I due labbri divergono di circa novanta gradi. Il colore della corolla è biancastro nella parte tubulosa, è da roseo a purpureo nel labbro superiore, mentre quello inferiore è più chiaro con macchie purpuree che servono da guida agli insetti pronubi. Lunghezza della corolla: 20 – 30 mm. Dimensioni del tubo: larghezza alla base 2 mm; lunghezza 10 – 15 mm. Lunghezza del labbro superiore: 7 mm.
  • L'androceo presenta quattro stami (didinami - due corti e due lunghi – quello mediano posteriore, il quinto stame, manca per aborto) e tutti fertili. Il paio posteriore è più breve, mentre l'altra copia è aderente al labbro superiore della corolla e sporge lievemente; tutti i filamenti sono paralleli tra di loro e sono adnati alla corolla. Le antere hanno i lobi arrotondati e sono a deiscenza longitudinale; sono inoltre conniventi e colorate di viola scuro. Le antere inoltre hanno un ciuffo di peli lanosi biancastri e i lobi sono staccati. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato.
  • Gineceo: l'ovario è semi-infero (quasi supero) formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti. La forma è globosa con lobi glabri. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule). Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme. Lo stigma è bifido. Il nettare è nascosto sotto l'ovario.
  • Fioritura: da marzo a dicembre.

Frutti

Il frutto è una nucula acheniforme (schizocarpo) troncato all'apice; più precisamente è una drupa (ossia una noce) con quattro semi (uno per ovulo derivato dai due carpelli divisi a metà). Questo frutto nel caso delle Lamiacee viene chiamato “clausa”. Le quattro parti in cui si divide il frutto principale, sono ancora dei frutti (parziali) ma monospermici (un solo seme) e privi di endosperma. I frutti si trovano all'interno del calice persistente.

Biologia

Riproduzione

Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti, in particolare api e bombi (impollinazione entomogama). In effetti la corolla di queste piante è sorprendentemente conformata alle dimensioni e struttura dei bombi. Quando questi insetti cercano di entrare nel tubo corollino per raggiungere i nettari (posti alla base dell'androceo) con le loro vibrazioni scuotono le antere poste all'interno del labbro superiore. In questo modo fanno scendere e quindi aderire al loro dorso peloso il polline della pianta. Visitando poi un altro fiore, parte di questo polline andrà a cadere sullo stimma provocando così l'impollinazione e la successiva fecondazione. Questo senz'altro è uno dei più interessanti mutui rapporti tra mondo animale e mondo vegetale per il raggiungimento di reciproci interessi. È da aggiungere comunque che qualora il tubo corollino si presentasse troppo stretto per prelevare il nettare, il Bombo allora si porta all'esterno del fiore e incomincia a rosicchiare la base della corolla raggbiungendo così alla fine, per una via non naturale, il suo obiettivo: il nettare. In questo modo però si “rompe” il mutuo rapporto a favore solamente dell'insetto; il fiore non verrà impollinato e rimarrà sterile.

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria). I semi hanno una appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri (elaiosoma) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.

Distribuzione e habitat

  • Distribuzione: questa specie ha un areale eurasiatico - temperato.
    In Italia è una pianta comunissima e si trova ovunque (esclusa la Sicilia). È comune sia sulle Alpi che sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi. In Europa si trova ovunque ad esclusione delle isole a nord (Isole Britanniche e Islanda) e della Scandinavia. Nell'areale del Mediterraneo si trova nella Transcaucasia, Anatolia e Asia mediterranea. Fuori dall'Europa si trova in Asia (sud-occidentale) e in America del Nord.
  • Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono i cedui, le siepi, gli incolti; ma anche i margini dei boschi, gli arbusteti meso-termofili. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH neutro, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1200 m s.l.m. (al Sud anche fino a 2000 m s.l.m.; in Asia fino a 2400 - 2700 m s.l.m.); frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e subalpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico Lamium maculatum appartiene alla seguente comunità vegetale:

Formazione : delle comunità perenni nitrofile
Classe : Artemisietea vulgaris
Ordine : Galio-Alliarietalia
Alleanza : Aegopodion podagrariae

Tassonomia

La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi 7000 specie.

Il genere Lamium appartiene alla sottofamiglia Lamioideae, tribù Lamieae. Comprende 32 specie, una decina delle quali vivono in Italia.

Il numero cromosomico di L. maculatum è: 2n = 18.

Il basionimo per questa specie è: Lamium album var. maculatum L., 1753

Sinonimi

L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

Specie simili

Questa pianta può facilmente essere scambiata per un'ortica (anche se le due specie appartengono a famiglie diverse: Urticaceae è la famiglia per le "ortiche" vere). Lamium maculatum si distingue soprattutto per la sezione del fusto: quadrata nelle piante del genere Lamium, circolare nelle "ortiche" vere e proprie. Mentre le foglie sono molto simili: da qui il nome comune ("Falsa ortica") derivato da credenze antiche anche se naturalmente queste piante sono totalmente prive di peli urticanti e quindi non pungono. Molto simili tra di loro sono invece alcune specie dello stesso genere che vivono nella fascia alpina. L'elenco seguente mette in risalto le differenze morfologiche di queste specie:

  • Lamium album L. - Falsa ortica bianca: si distingue subito per il colore bianco dell'infiorescenza.
  • Lamium amplexicaule L. - Lamio a foglie abbraccianti: l'infiorescenza è purpurea; le foglie hanno degli apici arrotondati e sono abbraccianti; la pianta è annua ed è alta 8–30 cm con fiori grandi 13–18 mm.
  • Lamium galeobdolon L. - Falsa ortica gialla: si distingue subito per il colore giallo dell'infiorescenza.
  • Lamium orvala L. - Falsa ortica maggiore: l'infiorescenza è purpurea; la pianta è grande (massimo 100 cm) e i fiori sono i più grandi (25 – 40 mm).
  • Lamium purpureum L. - Lamio purpureo: l'infiorescenza è purpurea; la pianta è piccola (massimo 20 cm) e i fiori sono piccoli (7 – 12 mm).

Note

Bibliografia

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume secondo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 617.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 458, ISBN 88-506-2449-2.
  • AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 118.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, p. 850, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G.Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 117, ISBN 88-7621-458-5.
  • Kadereit J.W, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales, Berlin, Heidelberg, 2004, p. 220.
  • David Gledhill, The name of plants (PDF), Cambridge, Cambridge University Press, 2008. URL consultato il 19 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pp. 580-590.

Altri progetti

  • Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Lamium maculatum
  • Wikispecies contiene informazioni su Lamium maculatum

Collegamenti esterni

  • Lamium maculatum eFloras Database
  • Lamium maculatum IPNI Database
  • Lamium maculatum EURO MED - PlantBase Checklist Database
  • Lamium maculatum Catalogazione floristica - Università di Udine


(si applicano tutti i crediti e i diritti della fonte Wikipedia)

Dove?

Famiglia(22)

WWW info

Confrontare

Continu di ricerca
Dimensione Forma Colore che vanno
Dimensione Forma Colore che vanno
3 Specie simili (LA):
Falsa ortica purpurea
Stachys sylvatica [L.]
Brunella
Spotted deadnettle
Gevlekte dovenetel
Gefleckte Taubnessel
Lamier tacheté
Falsa ortica macchiata
Ortiga muerta
Lamium maculatum [l.]

chips


Impostare ecozone (regione biogeografica)
select a region
© Copyright Nature.Guide The Netherlands 2025 da RikenMon se non diversamente specificato.